Mi chiamo Maria Serena Colombo e sono la fondatrice di Maseco Jewels, brand di gioielli di manifattura artigianale nato nel 2020.

Maria Serena Colombo Fondatrice Maseco Jewels |masecojewels.com

Negli special “Inside the Gem” scopriremo insieme quali sono le gemme del mese corrente: la loro provenienza, storia e tutte le curiosità su ognuna di esse.

L’usanza di abbinare gemme preziose ad ogni mese dell’anno ha origini molto antiche.

Si possono associare una o più gemme al mese, a cui vengono assegnate simbologie, significati e poteri speciali. Possiamo, quindi, affermare che ognuno di noi ha la sua gemma per elezione natale.

La tradizione di indossare le pietre del mese, o portafortuna, si diffuse in Europa dalla Polonia nel XV secolo; ma tale consuetudine fu portata nel nostro continente dai sacerdoti ebraici. Queste figure religiose indossavano il pettorale di Aronne, che comprendeva dodici pietre rappresentanti le dodici tribù di Israele, ma anche i dodici segni zodiacali e i dodici mesi dell’anno.

Si credeva, quindi, che le gemme avessero poteri speciali e che, indossando la propria, tali poteri si fortificassero.

Dobbiamo, però, dire che ai tempi del pettorale e nel Medioevo non era facile distinguere le gemme, che venivano classificate per lo più in base al colore e non alla loro natura scientifica.

Ci sono, quindi, differenti liste di “pietre di nascita” a secondo del luogo e del periodo in cui furono redatte. La prima lista ufficiale fu realizzata nel 1912  in America dai ‘Jewellers of America’. Per questo motivo, per esempio, dicembre ha ben tre gemme di riferimento! Ma andiamo per gradi.

 

La gemma del mese di febbraio è l’Ametista.

Pietre Ametista |masecojewels.com

I cristalli di ametista vengono, essenzialmente, rinvenuti all’interno di geodi che si sviluppano nelle rocce basaltiche a causa di un’attività idrotermale successiva o prossima ad una attività magmatica. I geodi sono, di fatto, bolle di gas modellate dal liquido magmatico.

I principali giacimenti si trovano in Brasile, Uruguay, Bolivia, India, Russia, Messico, Usa e Madagascar. In Italia, piccole formazioni sono state rinvenute in provincia di Trento, Bolzano, Sassari, Grosseto e Torino.

L’Ametista è una varietà di quarzo che, dal colore viola intenso, dato dalla presenza di tracce di ferro, può sfumare fino al rosa pastello, tonalità che viene chiamata “rosa di Francia”. Il valore dell’Ametista è stabilito in base al colore, alla brillantezza e alla provenienza.

dettagli Ametista |masecojewels.com

Il termine Ametista deriva dal greco améthystos che significa “non ebbro”: i Greci ritenevano che costituisse un rimedio contro gli effetti dell’alcool, ed anche i Romani contribuirono a questa credenza.

Il galateo di allora imponeva ai commensali di bere vino da coppe di cristallo ogni volta che l’ospite faceva il gesto di portare alle labbra il calice, che era in ametista; l’ospite, però, simulava l’atto di bere vino ed invece beveva acqua, aiutato dal fatto che il bicchiere, in color viola scuro, era simile a quello della bevanda alcolica.

C’è un mito che vede come protagonisti il Dio del vino, Dioniso per i Greci, Bacco per i Romani e l’ametista.

Il mito racconta che Dioniso, ubriaco, fu ignorato da un umano di passaggio e, da quel momento, egli giurò di vendicarsi sul primo sfortunato che avesse incontrato. Proprio in quel momento passò Ametista, una giovane fanciulla discepola di Artemide. Come promesso, Dioniso si vendicò e sguinzagliò due tigri, pronto a gustarsi la scena riempiendosi il calice di vino. Artemide venne in soccorso della ragazza, trasformandola di colpo in una statua di quarzo puro. Dioniso, barcollante ed in preda ai rimorsi, rovesciò lacrime e vino sulla statua che Ametista era diventata, e fu così che divenne purpurea.

Nella storia, l’ametista è sempre stata gemma dai grandi poteri soprannaturali.

particolari ametista |masecojewels.com

Da sempre simbolo di potere, l’ametista era una delle gemme amate dagli Egizi, indossata da re e regine , vescovi e papi (nel Medioevo si credeva che favorisse il celibato).

Leonardo Da Vinci (1452 – 1519) scrisse che l’ametista era in grado di scacciare i cattivi pensieri ed acuire l’intelligenza.

Plinio il Vecchio, invece, disse che se il nome della luna o del sole venisse inciso su di una ametista e questa venisse appesa al collo di un babbuino, diventerebbe un amuleto contro la stregoneria ed un talismano per chiedere suppliche ai prìncipi.

In cristalloterapia, l’ametista è una delle pietre spirituali più amate e ha molte proprietà.

L’ametista consolida la forza interiore, apre la mente e ci aiuta a raggiungere un livello superiore.

L’ametista è anche il simbolo della trasformazione spirituale, ci aiuta a vedere le cose in modo semplice, a difenderci dalle negatività e ci conduce verso la strada del successo. La gemma viola, inoltre, dona pace interiore, serenità, equilibrio e armonia. Ideale per superare momenti di tristezza e lieve depressione, l’ametista dà sollievo in caso di insonnia.

Insomma, tante ed utili proprietà da poter sfruttare al meglio!

Ma sapete cos’è ciò che amo di più dell’ametista? Il suo colore! Pensate che fino a pochissimi anni fa mi tingevo anche i capelli di un viola simile. Purple Power!